Giardino Architettonico Edo-Tokyo   江戸東京たてもの園

Data di pubblicazione :
Un tram degli anni 1950 percorre il giardino architettonico d'Edo-Tokyo, invitandovi a viaggiare indietro nel tempo.

Un tram degli anni 1950 percorre il giardino architettonico d'Edo-Tokyo, invitandovi a viaggiare indietro nel tempo.

Diversi edifici presenti nel Giardino architettonico di Edo-Tokyo provengono da Musashino.

Diversi edifici presenti nel Giardino architettonico di Edo-Tokyo provengono da Musashino.

Giardino dei tempi passati

Attraverso la ricostruzione di una trentina di abitazioni, il museo architettonico all’aria aperta d’Edo-Tokyo, che dipende dal Museo d’Edo-Tokyo, invita a un viaggio nel Giappone d’altri tempi.

I visitatori possono passeggiare nel Parco di Koganei che ospita questo enorme museo, un vero e proprio libro di storia a cielo aperto. Delle dimore principalmente dell’era Meiji (1868-1912), ma anche qualche edificio dell’epoca Edo (1603-1868) sono disseminati dappertutto. Da una parte, delle modeste abitazioni fiancheggiano le case borghesi, una fattoria o una centrale di polizia. Dall’altra, un tram degli anni ’50 attraversa la via ricca di negozi, mentre più lontano un sento degli anni ’30 ricorda che i bagni pubblici fanno da tempo parte della quotidianità giapponese.

L'ispirazione di Miyazaki 

Il sito è stato creato seguendo un approccio conservativo responsabile ed ha beneficiato fin dalla sua inaugurazione di numerosi oggetti di proprietà del museo popolare situato a Musashino, piccola città della prefettura di Tokyo. Così, alcuni edifici sono stati smontati e interamente ricostruiti nel parco di Koganei. Delle scene di vita quotidiana, in gran parte della prima metà del XX secolo, sono ricostruite utilizzando numerosi oggetti d’epoca. Un poco in disparte, ma comunque una delle abitazioni principali del giardino, la residenza di Takahashi Korekiyo (1854-1936), Primo ministro all’inizio degli anni ’20, vi permette di scoprire gli interni della casa di un ricco uomo politico.

Ed è qui che Hayao Miyazaki, il famoso realizzatore di anime, si è reso a più riprese per costruire l’universo di La città incantata: il luogo avrebbe infatti stimolato la sua creatività. Un passato che alcuni rifiutano, a ragione, di lasciar scomparire.

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