Giardino Glover   グラバー園

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Casa Glover di Nagasaki

Antico edificio Mitsubishi nel giardino Glover.

Glover Garden Nagasaki

Casa Glover.

Porto di Nagasaki

Vista del porto di Nagasaki dal Giardino Glover

A casa di Madama Butterfly

Sopra una collina a strapiombo sulla baia di Nagasaki, questo simbolo di un lungo passato di scambi con l'Occidente è anche la scenografia di una celebre opera. 

È dopo un viaggio a Nagasaki nel 1859, per importare il prezioso tè verde in Europa, che Thomas Glover (1838-1911) decide di fondare la propria società commerciale in Giappone. Il suo contributo alla modernizzazione del paese in differenti campi (ferroviario, costruzioni navali, miniere di carbone...) e la sua vicinanza al governo dell'era Meiji faranno di lui un uomo molto rispettato. 

Divenuto un personaggio emblematico di Nagasaki, l'aura del celebre mercante scozzese aleggia sempre sulla città.

Il giardino Glover, situato sulla collina Minamiyamate - quartiere in passato riservato ai cittadini stranieri - è da annoverarsi tra le attrazioni favorite dai visitatori.

Fascino coloniale

L'antico quartiere straniero, che conosce la sua ora di gloria al momento dell'apertura del Giappone ai commerci con l'Occidente (nel 1854, con la firma della convenzione di Kanagawa, 14 anni prima dell'inizio dell'era Meiji), è stato ricostruito in questo parco dove si possono ammirare dimore coloniali, aiuole di fiori e laghetti con carpe. 

Oltre alla bellezza romantica dei luoghi, si può rimirare l'incantevole panorama del porto di Nagasaki. 

È presente inoltre la casa Glover (1863), la più antica costruzione occidentale in legno dell'Arcipelago, la residenza del fondatore del birrificio Kirin, Robert Walker, ed ancora un edificio della casa Mitsubishi del 1896. 

Ricordando stranamente il decoro teatrale dell'opera di Puccini, la casa Glover è spesso soprannominata "la dimora di Madama Butterfly". E quindi non è un caso che in un viale si scoprano le statue del compositore e di Cio-Cio San, personaggio centrale dell'opera. 

Ed alla fine della passeggiata (che dura circa un'ora e trenta), in mezzo ad una via costeggiata da decine di boutiques di souvenirs, si erge un delizioso campanile che racconta anch'esso la storia romantica e tormentata di Nagasaki: appartiene alla chiesa Oura, fondata nel 1864 dai gesuiti francesi della società delle Missioni Estere di Parigi. 

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