Il bonsai   盆栽

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Il bonsai non è una specie, ma una pratica. Quasi tutte le specie possono essere bonsai.

Il bonsai non è una specie, ma un'arte. Quasi tutte le specie possono diventare bonsai.

Introdotto durante il periodo Heian, le prime rappresentazioni giapponesi di bonsai appaiono durante l'era Kumakura.

Introdotto durante il periodo Heian, le prime rappresentazioni giapponesi di bonsai appaiono durante l'era Kumakura.

Dimensioni, aspetto, forma, numero di tronchi, esistono molti criteri per qualificare un bel bonsai.

Dimensioni, aspetto, forma, numero di tronchi, esistono molti criteri per qualificare un bel bonsai.

I bonsai non sono necessariamente alberi nani.

I bonsai non sono necessariamente alberi nani.

Piccolo è bello

Nel 2014 si festeggia il centenario della prima esposizione di bonsai a Tokyo. Una pratica antica 1500 anni considerata oggi indissociabile dall'estetismo giapponese. 

Per definizione, un bonsai è un albero in vaso. La sua origine risale all'Egitto, ma sono i cinesi che introducono l'aspetto estetico, durante la dinastia degli Han (206 - 220). L'idea ricrea un paesaggio naturale miniaturizzato in un vaso. 

Zen

Adottata dai monaci buddisti, questa pratica sarebbe stata introdotta in Giappone durante l'era Heian (794-1185), conosciuta per la diffusione di questa corrente religiosa nell'arcipelago. Lo spirito zen e taoista affina e raffina questa pratica nello spirito della bellezza semplice. Questo legame tra la spiritualità ed estetismo darà vita allo wabi-sabi, che unisce armonia e bellezza dell'imperfezione. 

Una pratica popolare

Se l'arte del bonsai è stata per molto tempo riservata alla nobiltà e al clero, la sua pratica diviene popolare nel XVI secolo. Le storie e gli spettacoli di teatro no che fanno riferimento a questi alberi in vaso si moltiplicano. Solo elevati al rango di opere d'arte e la loro realizzazione si codifica fino all'epoca Meiji per poi divenire il bonsai che conosciamo oggi. Malgrado la sua popolarità, questa pratica non è considerata una vera e propria arte se non dal 1934. 

La bellezza lavorata

Curare un bonsai è come seguire la via dello zen. Questo richiede un sforzo quotidiano. Bisogna vaporizzare le foglie tutti i giorni, potare armoniosamente i rami, scegliere il buon substrato, il terriccio per bonsai, e rinvasare l'albero ogni 2 o 3 anni per tagliare le radici. Contrariamente alle credenze popolari, quasi tutti gli alberi possono essere dei bonsai. Alcuni, come i ficus, i ligustri o gli alberi da tè, sono facile da curare in interni. Altri si sviluppano meglio all'esterno come l'acero, l'azalea o la quercia. 

Il principale criterio di bellezza e di classificazione del bonsai è la sua forma. Secondo l'allure, la posizione, l'inclinazione del tronco e quella dei rami, la presenza di una pietra o di altri alberi, si annoverano una ventina di stili differenti. 


Presentazione degli stili dei bonsai, Bonsaï Empire.

Al di là della forma, un bonsai può essere caratterizzato dalla sua taglia.

  • Mame e Shôhin alberi di 23 cm di altezza, che possono essere portati in una sola mano: la tipologia più delicata e che necessita più attenzione.
  • ShûshinKotate-mochi e Komono: bonsai a due mani, da 16cm a 60cm, i più apprezzati dagli appassionati.
  • Ômono : bonsai a quattro mani che possono misurare da 60cm a 140 cm, anticamente simbolo di potenza e ricchezza.

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