Il sake   お酒

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Una bevanda da festeggiamenti

Il Sake è senza dubbio il fiore all'occhiello del Giappone, degno rappresentante della sua cultura e la sua tradizione. Questo alcol prodotto dalla fermentazione del riso occupa un posto speciale nella cultura giapponese.

Il sake, che cos'è?


Fino al XIX secolo, i giapponesi conoscevano solamente una bevanda alcolica a base di riso, importato dalla Cina. Così lo hanno chiamato o-sake, parola che significa "alcol" in giapponese. Successivamente, con l'arrivo degli alcolici stranieri importati come la birra o vino, un nuovo termine è stato utilizzato per distinguere il "vino di riso", che è stato poi rinominato nihonshu ad indicare appunto l' "alcol giapponese". Al giorno d'oggi, il sake è quindi una delle bevande più consumate dai giapponesi, adottato in tutte le occasioni, in particolare durante i pasti delle festività.

Le origini del sake


Il Sake è nasce nell' arcipelago giapponese intorno al III secolo d.C.
La sua tecnica di produzione è stata importata dalla Cina, come pure la coltivazione del riso. Al momento, questa bevanda è ottenuta dal kuchikami, ossia dalla masticazione del cereale che veniva poi convertito in zucchero attraverso gli enzimi contenuti nella saliva. Questa compito è stato poi riservato alle sacerdotesse, che poi li lasciavano a fermentare ottenendo poi il lievito. Questa bevanda ha un ruolo rituale, come quando ad esempio viene consumato durante le cerimonie funebri.

Nell' VIII secolo il sake arriva alla corte imperiale e da allora venne associato ai riti shintoisti. Nella storia di questa bevanda quindi i giapponesi ne consumarono di più durante il primo millennio, e ne venne aumentata la produzione esponenzialmente a partire dal dal XV secolo.

Come bere il sake


Il sake può essere bevuto freddo, da una temperatura ambiente di 5° C, fino ad una più calda di 55° C. Viene servito come aperitivo, ma soprattutto durante i pasti in cui deve essere accuratamente selezionato per accompagnare le pietanze - con le stresse funzionalità del vino. Un abbinamento al sake è tradizionalmente costituito da una bottiglietta (tokuri) e delle ciotole in terracotta (choko). Tuttavia questa bevanda può anche essere consumato in un bicchiere o in un piccolo contenitore di legno laccato che ne trasforma il gusto, a dire dei giapponesi. A seconda della stagione, ma anche durante eventi di grande importanza (come matrimoni, Capodanno, funerali ... ecc), le tipologie di sake che vengono consumate, differiscono.

Come viene prodotto?

Il sake è una bevanda che comprende tra i 13 e 17% di alcool. Per sostituire l'antica tecnica della masticazione del riso dal parte delle sacerdotesse, un fungo, il koji, viene aggiunto al riso precedentemente lavatao e cucinato a vapore. Il lievito viene quindi poi aggiunto e una miscela chiamata moromi fermenta da 18 a 32 giorni. Infine dopo la sua spremitura, verrà filtrato e lasciato maturare da tre a sei mesi dopo l'imbottigliamento prima di essere pronto per la degustazione.
Il sake è un'arte. La qualità e la finezza di questo prodotto dipendono da tre fattori: waza (perizia) mizu (la qualità dell'acqua), e kome (qualità del riso).


I diversi tipi di sake


Come il vino in Italia, esistono una varietà di sapori che dipendono dalla regione di coltura del riso, tutti diversi gli uni dagli altri. Le differenze le si colgono a seconda del tipo di riso, del grado di grani di lucidatura, ma anche del metodo di fermentazione usati. Il sake viene diviso in due gruppi principali: di ottima qualità, appartenente ad una fascia alta (Tokutei Meisho Shu) e Futsu Shu che costituisce la maggior parte della produzione, il più comune e il più consumato. Tra la prima categoria, ce ne sono di prelibati quali il Nigo, dal sapore forte, un sake più stagionato (Koshu), un sake dal colore ambrato, e dal gusto frizzante (Happo), molto più raro ...



Per effettuare visite inerenti il sake


Se la produzione e degustazione di sake vi appassionano, è possibile visitare le fabbriche presenti Giappone. Il Museo del sake Gekkeikan Okura ospita soprattutto visitatori di Kyoto, così come il Museo Hakutsuru a Kobe, che offre anche un tour storico e delle degustazioni.

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